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``Quando qualcuno ti ascolta davvero senza giudicarti, senza cercare di plasmarti, ti senti tremendamente bene ... ``

Carl Rogers

La PSICOTERAPIA, o la cosi detta “cura della parola”, ha come obiettivo il cambiamento costruttivo della personalità.
Curare attraverso il dialogo e cambiare la persona, sono sicuramente mete molto ambiziose e in grado spesso di sollecitare scetticismo e sfiducia.

In realtà, ciò che determina un processo di trasformazione dal benessere al malessere, dal disfunzionale al funzionale, non è tanto l’aspetto linguistico della comunicazione, quanto la possibilità di vivere una relazione significativa con un’altra persona: un incontro da persona a persona.

Inoltre, se è vero che nel corso o alla fine di qualsiasi relazione significativa (ne è un esempio non solo quella terapeutica ma anche quella amorosa), noi ci sentiamo trasformati, non più quelli di prima, allora possiamo accettare che il processo di cambiamento sia parte integrante della nostra esistenza, metre “quello che siamo oggi non è una copia del nostro passato e neanche una previsione del nostro futuro”.

psicoterapiaLo PSICOTERAPEUTA, dal greco “terapon” ossia l’assistente che detiene e porge le armi al guerriero durante la guerra, è appunto colui che, attraverso una formazione non solo teorica ma anche esistenziale, non scende direttamente in campo per combattere la guerra, ma offre le armi giuste al guerriero per fronteggiare le proprie battaglie.
E’ colui che non si pone come il massimo esperto della vita altrui, ma considera ogni individuo come massimo esperto di sé stesso. All’interno della relazione terapeutica, le sue competenze risiedono nell’intento continuo di ascoltare e comprendere i bisogni dell’altro, di porre rispetto e assenza di giudizio a tutte le esperienze riferite e di mettere in campo tutto sé stesso, come professionista e persona.

La TERAPIA CENTRATA SUL CLIENTE costituisce una componente significativa, altamente riconosciuta a livello internazionale, della psicologia di indirizzo umanistico-esistenziale.
Il suo fondatore Carl Ramson Rogers, psicologo americano, definendo il suo approccio “terapia centrata sul cliente” (e non sul paziente), ha voluto promuovere un significativo e rivoluzionario cambiamento.
Chiamare le persone che usufruiscono di servizi di psicoterapia, clienti e non pazienti, vuol dire focalizzarsi sulla persona invece che sulla malattia, sulle sue risorse oltre che su i sintomi.
In poche parole, questo vuol dire considerare le persone che soffrono al livello psicologico, non più “pazienti”ossia individui portatori di traumi o malattie, ma bensì clienti, ossia persone portatrici in sé di risorse e potenzialità.

Avere in se le risorse e potenzialità per affrontare i propri problemi!!!!

Diventa difficile crederlo quando ci sentiamo soffocati e impantanati nelle difficoltà di sempre.

Ma è vero che esiste dentro di noi una sorta di “istinto di sopravvivenza fisica”, che ci fa per esempio togliere la mano dal fuoco, rallentare con l’acceleratore sull’asfalto bagnato in curva ecc., allora esiste anche un “istinto di sopravvivenza psicologica”, che ci fa comportare in modo da preservare la nostra incolumità psicologica, in direzione di una maggiore crescita e arricchimento personale.

Questo istinto a volte può essere soffocato, smarrito, ma mai completamente perso.

La TERAPIA CENTRATA SUL CLIENTE,  fondata dallo psicologo americano Carl Rogers, tra gli anni 50′ e 60′, non si focalizza sul sintomo o sul trauma ma sulla “valorizzazione della persona”.  Valorizzare la persona, vuol dire andare alla ricerca del significato che quel malessere ha per noi, in quel determinato momento della nostra vita, per capire cosa ci sta comunicando e per ritornare ad ascoltare noi stessi e i nostri bisogni.

Ognuno infatti se ha l’opportunità di vivere una relazione, dove si sente valorizzato come persona e non come “paziente”, in cui sperimenta assenza di giudizio, comprensione empatica e autenticità, allora potrà uscire dal disagio e sviluppare appieno le proprie potenzialità.

Il compito del TERAPEUTA CENTRATO SUL CLIENTE è quello di creare un clima relazionale in grado di permettere a questo istinto di “sbloccarsi, ritrovarsi, respirare di nuovo”…

Tanto più il terapeuta centrato sul cliente sarà in grado di creare un clima psicologico caratterizzato da:

-Comprensione empatica, ossia la capacità di mettersi nei panni dell’altro, di cogliere e restituire le sue emozioni, così come le vive in quel momento…..senza sostituirsi o identificarsi in lui.

-Accettazione positiva incondizionata ossia un atteggiamento di profondo rispetto e riguardo nei confronti del modo in cui ognuno vuole vivere la sua vita…..senza porsi come giudice, valutatore ed esperto.

-Autenticità ossia un atteggiamento di consapevolezza e trasparenza nei confronti di se stesso e della relazione….senza mai fingere quello che non è.

Tanto più le persone svilupperanno un atteggiamento di maggiore cura, apertura ed ascolto verso se stesse e verso le loro esperienze, diventando così meno giudicanti, più genuine e autentiche verso se stessi e verso gli altri.

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    A volte proviamo emozioni faticose quali l’ansia, la tristezza, la paura, l’impotenza, la frustrazione  ecc.,  e ci sentiamo come in un vicolo cieco; altre volte sembra che non vi siano soluzioni ad un problema e si ha la sensazione di girare a vuoto…..

    Il sentire di non farcela da soli può intaccare la nostra autostima, aggiungendo al disagio psicologico delusione e rabbia contro noi stessi, oppure può essere il punto di partenza per uscire dalla solitudine e dal biasimo affidandoci ad un’altra persona in grado di aiutarci e sostenerci.
    E’ solo compiendo il primo passo e affrontando il problema che si può trovare una via d’uscita dal disagio….