• 16 MAR 16
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    La manipolazione affettiva: il narcisista col dipendente

    La manipolazione affettiva: il narcisista col dipendente

    La manipolazione è una modalità relazionale che consiste nel portare a sé un individuo, ossia fare in modo che l’altro faccia ciò che noi desideriamo, attraverso l’inganno e generando forti sensi di colpa.
    Un manipolatore non comunicherà mai apertamente i propri bisogni e desideri all’altro, poiché teme di essere rifiutato e abbandonato, quindi escogiterà tutta una serie di menzogne e manipolazioni, per essere certo che l’altro farà ciò che lui desidera.

    Tutti possiamo essere vittime di una manipolazione, quando incontriamo individui che non si curano dei nostri bisogni e in nome di una loro debolezza, ci raggirano per ottenere ciò che vogliono.
    Per fare un esempio, il manipolatore desidera che l’altro stia sempre con lui a fargli compagnia, non riesce a dirgli che ha bisogno del suo aiuto e che ha profondamente paura di stare da solo, e quindi per averlo accanto, metto in atto una serie di strategie psicologiche che gli assicureranno al 100% il risultato!
    Tali strategie di solito sono:
    1. Vittimismo: il manipolatore fa la vittima agli occhi dell’altro, tanto da suscitare in lui compassione e fare in modo che si preoccupi e corrisponda alle sue richieste. Per esempio: “Non fa nulla non venire, fai quello che vuoi, intanto io sono condannato ad essere solo e triste”.
    2. Senso di Colpa: il manipolatore fa sentire la persona sbagliata se non si comporta come desidera, di conseguenza l’altro, fa ciò che il manipolatore vorrebbe, per non sentirsi inadeguato. Per esempio: “Non venire, divertiti, non è colpa tua se sono solo!
    3. Menzogna: il manipolatore travisa consapevolmente le situazioni in modo da generare incomprensione e confusione nell’altro, che nel dubbio fa ciò che il manipolatore vorrebbe. “Mi avevi detto che saresti venuto (bugia) e invece come al solito resto solo”.
    image2Chi è il manipolatore?
    Di solito il manipolatore è una individuo (amico, parente, partner, collega di lavoro ecc.) con tratti di personalità narcisista, ossia una persona che ha vissuto talmente tanti “fallimenti empatici”, ossia non è stata vista, riconosciuta, accolta nei suoi bisogni e nelle sue emozioni, tante volte e in tante relazioni, che ha costantemente bisogno di riparare questa ferita, di essere visto poiché sente un forte vuoto affettivo.
    Chi è la vittima della manipolazione?
    Di solito la vittima è un individuo con tratti di personalità dipendenti che ha una bassa autostima e paura del giudizio altrui, ossia teme costantemente di essere giudicato inadeguato agli occhi dell’altro, e quindi per evitare ciò corrisponde sempre ai bisogni altrui.

    E’ possibile spezzare questo incastro perverso?
    In linea di massima è difficile che il manipolatore smetta di utilizzare le sue strategie manipolative, ma la vittima può fare molto per non cadere nella manipolazione.
    La vittima può cominciare ad ascoltare i propri bisogni, ed imparare a legittimarli e rispettarli prima dei bisogni altrui, e questo può accadere quando si comincia a mollare l’”idea eroica” che senza di noi l’altro è destinato alla distruzione, poiché se l’altro soffre di un forte vuoto esistenziale non è di certo colpa nostra, ma possiamo ugualmente provare a stargli accanto mettendo chiari confini, senza soffocare i nostri bisogni e la nostra serenità.
    Parafrasando Epitteto: ”Nessuno è libero se non è padrone di se stesso”.

     

    A cura della Dott.ssa M.C. Bivona

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