Uno bravo? Come si riconosce una psicoterapia che funziona.

La malattia è una condizione di sofferenza, fragilità, dolore. Riuscire a trovare “uno bravo” che abbia le competenze per comprendere il nostro problema e proporci una terapia efficacie, può essere l’unica speranza per uscire dal disagio.

In passato il professionista si sceglieva in base al “passa parola”, oggi sempre più persone si affidano alla rete virtuale. Ciò è vero sia per medici ma anche per gli psicologi, soltanto che il percorso di cura in ambito psicologico è diverso da quello medico.

Il medico, visita, fa la diagnosi, dà la terapia. Lo psicologo, ascolta, ascolta e poi?

Lo psicologo, per meglio dire lo psicoterapeuta (vedi articolo https://www.psicologotivoli.com/il-mondo-psyco-consigli-per-luso/  per capire la differenza) deve essere un bravo ascoltatore. Ma è tutto qui? Che altre competenze deve possedere e soprattutto come mi accorgo che una psicoterapia sta funzionando per me?

E già perché “uno bravo” non può solo ascoltare, darci ragione, e lasciarci sfogare…dovrà pur far qualcosa di concreto per farci uscire dal disagio….

Quello che ogni psicoterapeuta “fa” per aiutare ad uscire dal disagio, è diverso a seconda dell’approccio scientifico su cui si è formato. Ma esistono dei fattori comuni ad ogni approccio che determinano una terapia di successo o no.

Non solo…è anche importante il livello di motivazione al cambiamento dei clienti/pazienti.

Dunque, se abbiamo intrapreso un percorso di psicoterapia e ci stiamo chiedendo se siamo o meno soddisfatti, possiamo prima di tutti chiederci se fosse il momento giusto per affrontare un percorso così impegnativo, se ne abbiamo davvero voglia, se siamo disposti ad investire tanto tempo e denaro per un percorso a medio-lungo termine ecc.

Ma come facciamo davvero a capire se lo psicoterapeuta che abbiamo scelto è “uno bravo”? In poche parole, possiamo prevedere il livello di preparazione personale e scientifica del professionista, a partire soltanto da quanto è popolare nel web?

Aldilà di andare alla ricerca del suo CV (curriculum vitae), che è una foto statica della sua preparazione, possiamo farci poche domande per capire se abbiamo scelto davvero uno bravo, ossia:

  1. Ha inquadrato bene il mio problema?
  2. Mi sento davvero capito o mi devo “spiegare più volte” circa i contorni del mio problema?
  3. Mi sento giudicato, etichettato, trattato come una patologia o rispettato e compreso come una persona che soffre?
  4. Ha definito degli obiettivi terapeuti chiari e condivisi che mi permettono di capire dove è possibile arrivare con lui?
  5. È professionale? Ossia la sua accoglienza rafforza e non squalifica la sua professionalità?

Queste poche domande forse ci possono aiutare a capire se siamo nella strada giusta, perché per scalare delle montagne abbiamo bisogno di validi accompagnatori, e anche se non possiamo subito verificare il successo o meno dell’impresa, il principio è simile ad un percorso medico.

In medicina se una terapia funziona si ritorna allo stato di salute o comunque di gestione della malattia, in psicoterapia se un percorso terapeutico funziona, ci si sente trasformati, in grado di avere un potere positivo sulla propria vita, i sintomi si riducono o scompaiono e comunque si è in grado di gestirli maggiormente, il cambiamento è evidente.

“Non possiamo allontanarci da ciò che siamo finché non accettiamo fino in fondo ciò che siamo”.

A cura della dott.ssa Maria Cristina Bivona

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